Domenico De Robertis, Sul testo delle canzoni del "Convivio"

 

pone al lettore il problema dell'accertamento del testo poetico: reso complesso non tanto dalla tradizione composita quanto dalla natura stessa del medesimo qualora sia "doppio per istituto". E' il caso, appunto, delle canzoni del Convivio per le quali si assiste alla "non corrispondenza (...) tra testo trascritto in apertura e testo citato puntualmente nel corso del commento". Per il Convivio bisogna pensare a una "divaricazione tra la tradizione, che chiameremo organica, delle canzoni, in quanto accolte nel libro e la loro tradizione autonoma (...) entro un più ampio e (...) documentato corpus di canzoni sorelle". De Robertis riparte da una ipotesi formulata nell'88 in occasione del convegno per il centenario della Società Dantesca Italiana, dall'esistenza cioè di "un'oscillazione indifferente all'autore stesso all'atto della divulgazione". Quindi, dopo aver fornito alcuni esempi esplicativi di tale diffrazione ab ovo nel Convivio dimostra come la varia lectio pertenga alla tradizione estravagante. Sotto questo profilo presenta una coppia di casi paralleli relativi alla canzone Amor che nella mente mi ragiona.

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